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Quanto guadagna un gommista? Facciamo chiarezza

Introduzione

Nell’universo sempre più incompreso dell’automotive, esiste un settore che, sebbene spesso sottovalutato, gioca un ruolo cruciale nell’industria: quello dei gommisti. Nascosto dietro la routine apparentemente semplice del cambio gomme e della manutenzione, si cela un mondo di potenziali guadagni e opportunità imprenditoriali. In questo articolo, esploreremo il lucroso settore dei gommisti, dimostrando come un’attività, che a prima vista può sembrare ordinaria, possa trasformarsi in una vera miniera d’oro.

Partendo dall’analisi dei guadagni basati sui servizi più richiesti, come il cambio gomme e la convergenza, affronteremo il tema da un punto di vista sia pratico che teorico. Spesso, chi si avvicina al mestiere di gommista non si rende conto delle numerose variabili che influenzano i profitti: dalla localizzazione dell’officina, alla scelta della clientela, fino alle strategie di marketing e alle efficienze operative. Queste variabili possono trasformare un’officina di quartiere in un vero e proprio centro di profitto.

Nella nostra indagine, vedremo come la gestione oculata delle spese, unita a un’offerta di servizi diversificata e all’uso di attrezzature moderne, possa incrementare notevolmente i margini di guadagno. Un aspetto chiave di questo successo risiede nella capacità di comprendere il mercato e di adattarsi rapidamente alle sue esigenze, proponendo servizi che vanno oltre il semplice cambio gomme. Infatti, servizi aggiuntivi come la convergenza, la vendita di pneumatici premium e l’offerta di controlli e manutenzioni specializzate possono aumentare esponenzialmente i ricavi.

Inoltre, ci immergeremo nel mondo dell’imprenditorialità nel settore dei gommisti, evidenziando come l’aspetto della customer experience – una reception accogliente, un’officina pulita e organizzata, e un servizio clienti impeccabile – possa fare la differenza, trasformando clienti occasionali in clienti fedeli. Questo articolo mira a fornire una visione a 360 gradi sul potenziale di guadagno nel settore dei gommisti, offrendo spunti e consigli per chi è pronto a intraprendere questo percorso imprenditoriale o per chi desidera ottimizzare ulteriormente la propria attività.

Capire i Costi e i Ricavi nell’Attività di Gommista P.I Lavoratore Autonomo

Nel mondo della manutenzione automobilistica, comprendere la struttura dei costi e dei potenziali ricavi è fondamentale per chiunque aspiri a gestire un’attività di gommista con successo. Il costo per un cambio gomme non è una cifra fissa; varia notevolmente in base a diversi fattori, come la tipologia del veicolo, la misura del pneumatico, e la marca o il modello dello stesso. In genere, il ricarico su un pneumatico può oscillare tra i 20 e i 60 euro, a seconda di queste variabili.

Molti gommisti che operano in autonomia tendono a includere nel ricarico anche il costo della manodopera. Tuttavia, è importante notare che a volte, a seconda della politica dell’azienda, questo ricarico può non includere il PFU (Pneumatico Fuori Uso), che è il costo sostenuto sia dal gommista sia dall’utente finale per lo smaltimento del pneumatico. Questo aspetto deve essere considerato attentamente nella formulazione dei prezzi.

Un gommista che lavora come libero professionista può mediamente gestire sei cambi di pneumatici al giorno per veicoli standard, come utilitarie o auto di media dimensione. Su ogni cambio, il gommista può guadagnare circa 30 euro, somma che include sia il ricarico che la manodopera, e in questa cifra sono inclusi anche i costi legati al PFU.

Se consideriamo un guadagno di 30 euro per pneumatico e sei cambi al giorno, il gommista può guadagnare circa 180 euro al giorno. Moltiplicando questo importo per i giorni lavorativi in un mese tipico (ipotizziamo 22 giorni lavorativi), il guadagno mensile può arrivare a circa 3.960 euro. È cruciale ricordare che, come venditori di prodotti fisici, i gommisti possono recuperare l’IVA sugli acquisti. Questo significa che l’IVA diventa un credito e non un debito, come accade per chi vende solamente servizi senza materie prime. Questo aspetto fiscale migliora notevolmente la prospettiva di profitto per l’attività.

La Convergenza: Un Servizio Cruciale e Redditizio

La convergenza delle ruote è un servizio fondamentale offerto dai gommisti, che non solo garantisce la sicurezza e l’efficienza del veicolo, ma rappresenta anche un’importante fonte di reddito per l’officina. In termini semplici, la convergenza assicura che le ruote dell’auto siano allineate correttamente rispetto all’asse del veicolo. Questo allineamento è cruciale per garantire che l’auto viaggi dritta, riducendo l’usura irregolare degli pneumatici e migliorando l’efficienza del carburante. Una corretta convergenza delle ruote migliora anche la maneggevolezza del veicolo, offrendo al conducente una guida più sicura e confortevole.

Dal punto di vista commerciale, la convergenza rappresenta un’opportunità di guadagno significativa per un’officina. Statisticamente, ogni 10 auto che entrano in un’officina, almeno 4 richiedono un servizio di convergenza. Con un costo medio di 40 euro, già incluso l’IVA, per ogni servizio di convergenza, si tratta di un’aggiunta importante ai ricavi dell’officina. Considerando che molti clienti possono non essere consapevoli dell’importanza di questo servizio, è anche un’opportunità per i gommisti di educare i loro clienti sui benefici a lungo termine della manutenzione regolare.

Incorporando la convergenza e l’assetto delle ruote nei servizi offerti, un’officina può aumentare notevolmente i propri guadagni giornalieri. Aggiungendo questo servizio ai cambi gomme, un gommista può creare un flusso di reddito più stabile e prevedibile. Questo, unito ad una strategia di marketing efficace e un’eccellente customer experience, può significare la differenza tra un’attività di base e una estremamente redditizia. In sintesi, la convergenza non è solo un servizio essenziale per la sicurezza e l’efficienza dei veicoli, ma è anche un elemento chiave per incrementare la redditività di un’officina di gomme.

Gli Stipendi dei Gommisti Dipendenti in Italia

Nel panorama lavorativo italiano, la professione del gommista dipendente presenta una gamma di stipendi che variano in base a diversi fattori, tra cui l’esperienza e la posizione geografica. Secondo i dati disponibili, lo stipendio medio di un gommista in Italia si attesta intorno ai 20.081 euro all’anno, equivalente a circa 1.673 euro al mese. Questo importo rappresenta una media calcolata su un campione di 40 stipendi, fornendo un quadro indicativo di ciò che un gommista può aspettarsi di guadagnare nel contesto nazionale.

Per i gommisti alle prime armi, coloro che occupano le cosiddette posizioni “entry level”, lo stipendio di partenza si aggira intorno ai 19.500 euro all’anno. Questo dato sottolinea come, anche a livelli iniziali, la professione possa offrire una remunerazione relativamente competitiva rispetto ad altri settori.

D’altra parte, i gommisti con una maggiore esperienza e competenza possono aspirare a guadagni più elevati, raggiungendo fino a 22.352 euro all’anno. Questo incremento di stipendio riflette il valore aggiunto che l’esperienza e la specializzazione possono apportare in questo campo.

Il Ruolo e le Responsabilità del Gommista

Il gommista rappresenta una figura chiave nel settore automobilistico, specializzata nella cura e manutenzione dei pneumatici di auto e altri veicoli a motore. Questo professionista svolge un’ampia gamma di mansioni che vanno ben oltre la semplice sostituzione delle ruote danneggiate o il montaggio e lo smontaggio dei pneumatici invernali. Il lavoro di un gommista richiede grande precisione, abilità manuale e conoscenza tecnica, e può variare leggermente in base al luogo di lavoro e al livello di esperienza del professionista.

Tra le principali responsabilità del gommista, troviamo:

  • Esaminare le gomme del veicolo per valutarne lo stato di usura e rilevare eventuali danni, come forature, stabilendo il metodo più adeguato per la riparazione o la sostituzione.
  • Smontare e montare le gomme sui cerchioni, oltre a gonfiarle adeguatamente.
  • Verificare l’equilibratura, la convergenza, l’assetto e la pressione dei pneumatici, utilizzando strumentazione specifica.
  • Manovrare crick e ponti meccanici per sollevare le auto da terra.
  • Consigliare e vendere gomme, catene e accessori, oltre a fornire preventivi e consigliare i clienti sulla soluzione più adatta alle loro esigenze.
  • Conoscere e illustrare i diversi modelli di pneumatici per tipologia, marca e fascia di prezzo.

La professione del gommista è regolamentata dalla Legge n. 122 del 5 febbraio 1992, che riguarda la sicurezza della circolazione stradale e l’attività di autoriparazione. Questo implica che il gommista deve non solo assicurarsi che il suo lavoro sia svolto a regola d’arte, ma anche riconoscere e segnalare al cliente eventuali problemi che violano la legislazione vigente, indicando le possibili soluzioni.

Retribuzioni dei Gommisti Secondo il CCNL Metalmeccanico Artigianato

Il lavoro del gommista in Italia è regolato dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) specifico per il settore “Metalmeccanico Artigianato”. Questo contratto stabilisce le norme e le condizioni lavorative per i gommisti dipendenti, tra cui orari di lavoro e retribuzioni. In qualità di dipendente a tempo pieno, il gommista è tipicamente impiegato per 40 ore settimanali, distribuite su cinque o sei giorni lavorativi, con la retribuzione che comprende anche il diritto alla tredicesima.

La struttura retributiva per i gommisti è delineata nella tabella A dell’Allegato A del CCNL. Le retribuzioni di base sono suddivise in tre scaglioni temporali: “Stipendio minimo dal 1 febbraio 2022”, “Stipendio minimo dal 1 maggio 2022” e “Stipendio minimo dal 1 dicembre 2022”. I gommisti rientrano nel “Settore metalmeccanici e installazione di impianti”, e sono organizzati in cinque livelli, dal secondo al sesto, anziché nei canonici sette livelli previsti per altri settori. Il primo livello non è applicabile ai gommisti.

A partire dal 1 maggio 2022, è entrata in vigore una nuova tabella retributiva con stipendi leggermente superiori rispetto al periodo precedente:

  • Sesto livello: 1.388,35 euro
  • Quinto livello: 1.441,45 euro
  • Quarto livello: 1.529,35 euro
  • Terzo livello: 1.590,45 euro
  • Secondo livello: 1.684,35 euro

Inoltre, dal 1 dicembre 2022, si prevedono ulteriori incrementi per tutte le retribuzioni minime dei cinque livelli, come segue:

  • Sesto livello: 1.407,20 euro
  • Quinto livello: 1.461,05 euro
  • Quarto livello: 1.550,10 euro
  • Terzo livello: 1.612,05 euro
  • Secondo livello: 1.707,20 euro

Le Opportunità di Apprendistato nel Settore dei Gommisti

Nel settore dei gommisti, i giovani hanno diverse opportunità per iniziare la loro carriera attraverso l’apprendistato, un percorso formativo che combina lavoro e studio. Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per il settore definisce tre tipologie di contratto di apprendistato, ognuna con caratteristiche e finalità specifiche.

1. Apprendistato Professionalizzante: Questa tipologia di contratto è rivolta ai giovani tra i 18 e i 29 anni. Il suo obiettivo è quello di portare l’apprendista a conseguire una qualifica professionale riconosciuta a livello contrattuale. La durata del contratto è generalmente di cinque anni per i livelli dal secondo al quinto. Tuttavia, può essere ridotta di sei mesi se l’apprendista possiede un diploma post-obbligo in un campo rilevante o ha già completato uno stage o un tirocinio presso la stessa azienda. La retribuzione per questo tipo di contratto aumenta progressivamente: 70% il primo anno, 75% il secondo, 82% il terzo, 90% il quarto e infine raggiunge il 100% nel quinto anno.

2. Apprendistato per la Qualifica e il Diploma Professionale: Rivolto a giovani di età compresa tra i 15 e i 25 anni, questo contratto permette di lavorare mentre si studia per ottenere una qualifica o un diploma professionale. La durata del contratto dipende dal tipo di qualifica o diploma che si intende conseguire, ma non può eccedere i tre anni, o i quattro anni per i diplomi quadriennali, come stabilito dall’art. 43 del Decreto Legge n. 81/2015.

3. Apprendistato in Cicli Stagionali: Questa forma di apprendistato consente alle aziende di assumere un apprendista più volte con contratti a tempo determinato, per un periodo massimo complessivo di 48 mesi dalla prima assunzione. Questo tipo di contratto è particolarmente adatto per attività stagionali o cicliche.

Conclusione: Pesi e Contrappesi della Professione di Gommista

La decisione di intraprendere la carriera di gommista comporta una valutazione accurata dei suoi pro e contro. Per coloro che scelgono di entrare nel settore come dipendenti, gli stipendi offerti sono generalmente in linea con la media del mercato, rappresentando una remunerazione equa ma non necessariamente elevata. Questo aspetto può essere visto sotto diverse angolazioni: da un lato, offre una certa sicurezza e stabilità, dall’altro, può non soddisfare completamente le aspettative di coloro che cercano una maggiore stabilità finanziaria o opportunità di crescita economica più rapide.

D’altra parte, per gli individui più audaci e intraprendenti, l’avvio di una propria attività nel settore, anche senza personale, può rivelarsi estremamente gratificante. Questo percorso è particolarmente adatto a chi possiede una forte mentalità imprenditoriale e un approccio moderno al business. Utilizzando strategie di marketing efficaci e sfruttando le opportunità offerte dalle tecnologie digitali, è possibile costruire rapidamente un solido portafoglio clienti e realizzare margini di guadagno significativi.

In conclusione, la professione di gommista offre diverse strade, ciascuna con i suoi specifici vantaggi e sfide. Sia che si scelga la via del dipendente, con la sua relativa sicurezza e stabilità, sia che si opti per l’indipendenza imprenditoriale, con le sue maggiori possibilità di guadagno ma anche con una maggiore esposizione al rischio, è fondamentale un approccio informato e consapevole alla carriera. In ogni caso, il settore dei gommisti rimane un ambito ricco di opportunità, aperto a chi è disposto a investire in competenze, innovazione e sviluppo personale.

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